ORTLES
Foto del rifugio Tabaretta ripresa nel pomeriggio di domenica scendendo verso Solda, sulla destra appare l'Hintergrat
Si forma la compagnia...

L'idea di salire l'Ortles per l'Hintergrat circolava da alcuni giorni ma non si riusciva a mettere assieme un gruppo di persone interessate a realizzarla.
Venerdi' mattina arriva l'adesione di Paola, bene! siamo almeno in due e dopo qualche discussione con il gestore del rifugio Coston per farci assegnare un posto per la notte di sabato possiamo finalmente pensare a preparare gli zaini.
La sera di venerdi' anche Andrea e Barbara decidono di venire, ci accordiamo per partire alle 10.00 di sabato e la nostra avventura ha inizio...



La via

L'Hintergrat (riportata sullo schizzo a fianco con il segnavia 36g) e' la più bella e classica via per cresta all'Ortles. Si tratta di un'ascensione considerata un pò più difficile (valutazione AD) della via normale da nord (che costituisce comunque la naturale via di discesa). I passaggi su roccia sono i punti più impegnativi dell'ascensione (chiodi in loco) mentre l'elegante filo nevoso terminale può presentare cornici sporgenti sull'uno o l'altro versante. La cresta presenta tre elevazioni rocciose caratteristiche: una superiore chiamata Signalkopf, 3725 mt; una centrale, alla base della della larga cresta nevosa, detta Oberer Knott, 3466 mt. Si parte dal rifugio Coston (Hintergrat Hutte) posto a 2661 mt sulla morena della Vedretta di Solda e raggiungibile da Solda con un tratto della seggiovia Orso Bruno in circa 1 ora o con la funivia dal vicino rifugio Città di Milano nello stesso tempo. Il dislivello dal rifugio Coston alla vetta e' di 1300 mt di cui 450 mt. circa sulla cresta. Le difficoltà su roccia sono di 1° e 2° grado con un passaggio di 3° grado. Per salire abbiamo impiegato circa 8 ore.
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Si dorme poco (e ci si alza presto)

Come si prevedeva il rifugio Coston e' pieno di gente, ci vengono comunque assegnati dei posti nel sottotetto.
La sera c'e' parecchia confusione e si sta svegli sino a tardi, in compenso la mattina la sveglia e' alle tre e mezza, colazione e partenza al buio.
Si inizia risalendo lentamente un lungo canalone piuttosto ripido e faticoso.
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Le prime difficolta'

A meta' circa del percorso di salita verso la cresta attraversiamo un tratto franoso su cui ogni passo provoca pericolose cadute di sassi.
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In vista della cresta

Ci sono ancora un centinaio di metri da risalire prima di affrontare la cresta
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Il panorama

Si alza il sole ed illumina alle nostre spalle Zebru' e Gran Zebru' (a sinistra).
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Finalmente sulla cresta

Andrea (per primo) e Barbara (a seguire) sulla cresta.
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I nevai lungo la salita

Salendo si incontrano creste nevose piu' o meno affilate, la prima (Oberer Knott) e' abbastanza facile da superare.
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Lungo la cresta


Si segue il filo della cresta con facile arrampicata (passi di primo e secondo grado)
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Signalkopf

Il Signalkopf (3725 mt.) e' una caratteristica torre allungata sulla cresta, poco prima si incontra il camino con uno dei passaggi (III grado) piu' difficili della via.
Nella foto appare l'Hintergrat ripresa da poco sopra il Signalkopf.
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Rocce rotte, nevai e detriti

L'arrampicata continua mantenedosi su livelli di difficolta' modesti ma con forte esposizione.
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Alla fine della cresta.

La foto riprende la cresta da un posizione vicina alla cima.
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Finalmente in cima.

Foto ricordo sulla vetta dell'Ortles.
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Inizia la discesa.

La discesa avviene lungo la via normale che sale dal rifugio Payer.
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Si discende la vedretta.

Il percorso di discesa attraversa la vedretta dell'Ortles, si segue il "pistone" superando su ponti di neve (o saltando) i relativamente pochi crepacci incontrati.
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Le ultime difficolta'

Alla fine del ghiacciaio incontriamo le ultime difficolta' (impreviste) della giornata : una breve cresta inclinata e piuttosto esposta, decidiamo di procedere assicurati ma i tempi si allungano ed arriviamo infine alle 16.00 al rifugio Payer.
Dal rifugio il rientro a Solda richiede un paio d'ore.
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